10 virus che cambiarono il mondo: Morris Worm 1988

Terzo capitolo, terzo virus esaminato; questa volta andiamo indietro fino al 1988, anno in cui fu creato il Morris Worm da uno studente della Cornell University: Robert Morris.

 

 

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All’epoca la diffusione di InterNet era bassissima, ma fu sufficiente a far propagare il codice maligno a circa 6.000 computer: il 10% delle macchine connesse al web.

Lo studente dichiarò di aver compilato il virus con l’intento di “contare” i pc connessi ad internet e poter così avere un’idea della grandezza e della diffusione del mezzo. In realtà l’azione fu interpretata in modo differente dato l’attacco che veniva attuato dal virus nei confronti dei sistemi Unix configurabile come un vero DOS (Denial Of Service).

Inoltre la caratteristica di autoreplica ben oltre le reali necessità fece sì che una stessa macchina venisse colpita più volte, rendendo così quasi vano ogni tentativo di pulizia.

Quel che rese il processo di replica assolutamente incontrollabile fu un errore di valutazione commesso dallo stesso suo ideatore; il worm interrogava il sistema per “sapere” se fosse già installato ed in caso di risposta positiva proseguiva alla macchina successiva. Però un piccolo stratagemma ne imponeva l’installazione forzata ogni sette risposte positive. Questo portò nel giro di poche ore alla paralisi totale dei computer infetti.

Resosi conto che la situazione era ormai sfuggita ad ogni controllo, chiese aiuto ad un compagno di università ed insieme lanciarono in rete un messaggio anonimo contenente le istruzioni per la rimozione del virus; tale messaggio però non arrivò a destinazione in quanto i computer infetti era completamente inutilizzabili, mentre quelli non colpiti dal worm risultavano scollegati dalla rete per impedirne l’infezione.

Alla fine dei giochi, Morris divenne il primo cittadino ad essere accusato di Frode e Attacco Informatico; dopo poco nacque il primo centro CERT/CC, Computer Emergency Response Team Coordination Center.

Attualmente insegna al MIT Lab of Computer Science e soltanto qualche anno fa ha venduto a Yahoo una sua start-up per la modica cifra di 49 milioni di dollari.