2012: la fine fraintesa

Il 2012 passerà alla storia come l’anno più chiacchierato, l’anno su cui sono state fatte speculazioni e riguardo al quale le menti più fervide hanno formulato scenari apocalittici che porteranno alla distruzione della Terra e della quasi totalità del genere umano.

 

Personalmente non ho mai dato credito ad alcuna teoria, nè della collisione di un asteroide nè dell’incredibile brillamento solare che effettivamente ci attende. Contatti alieni, messaggi dallo spazio sono solo elucubrazioni e teorie buttate in pasto alla folla; da ognuna di queste esposizioni ciascuno poi elabora un proprio pensiero, parallelo o antitetico che sia, ma pur sempre una rielaborazione che molto spesso porta a un’ennesima mutazione del tipo di catastrofe globale che ci attende.

 

Per molti io sono un pessimista, per altri un bambinone di quasi 40 anni che ancora si diverte a giocare con gingilli tecnologici, modelli radiocomandati, consoles di varia natura, ma nonostante il pessimismo il 22 Dicembre 2012 sarò ancora a baloccarmi con tutte le mie cianfrusaglie.

 

Ci sarete anche voi, ci saremo tutti, e la realtà in cui ci muoveremo sarà probabilmente la stessa senza stravolgimenti o catastrofi varie.

 

Quel che vedo oggi intorno a noi non mi pare altro che un preambolo al 2012 e non perchè l’anno in corso sia il 2011. Da alcuni anni si guarda al cielo, si studiano i movimenti dei corpi celesti più prossimi al nostro pianeta, cerchiamo di prevedere le conseguenze dell’eruzione solare che avrà il picco proprio il prossimo anno, vediamo moltiplicarsi gli avvistamenti di UFO un po’ in tutte le zone del globo con documentazioni spesso da fumetto satirico (basti ricordare l’episodio della gomma da masticare attaccata al vetro sul bus, fuoco dell’obbiettivo messo sullo sfondo e il chewingum si trasforma in un disco volante).

 

Colpa probabilmente anche dei telegiornali che periodicamente prendono un argomento e ce lo cucinano per mesi in tutte le salse; un anno ci sono i pedofili, l’anno dopo i cani che assalgono le persone, poi l’influenza stagionale, quindi gli autisti di mezzi pubblici che stanno al telefono/i o scrivono messaggi; qualche anno fa leggevano il giornale perchè non c’erano gli smartphone ma nessuno ne aveva parlato all’epoca.

 

Tornando al 2012 ritengo che di fumo ne sia stato fatto tanto ma in molti abbiano frainteso il piatto cucinato: non si tratta di castrofe globale in senso stretto ma di crollo finanziario e conseguente crisi globale. Molti forse non ci pensano, altri non ci fanno caso, altri ancora hanno paura o viene loro imposto il silenzio.

 

Le basi sono state poste nel lontano 2001 con l’attacco alle Torri Gemelle e la conseguente crisi dei mercati americani; quando poi pareva potesse aprirsi uno spiraglio qualche criminale ha ideato le cartolarizzazioni e qualche altro criminale/idiota le ha comprate aumentando anche in Europa la crisi dei mercati. Detto in termini semplici: una cartolarizzazione è la messa in vendita di debiti di terzi e chi compra acquista la possibilità di rientro del capitale con i dovuti interessi da parte del creditore originario; se però questi non paga chi compra va a gambe per aria.

 

Le banche americane hanno messo in vendita i mutui dei loro clienti che, essendo americani abituati ad avere 6 o 7 carte di credito con 1.000$ di stipendio, hanno fatto il botto divenendo insolventi. Ma l’assurdo ce lo siamo creato in Europa comprando queste cartolarizzazioni e andandole a collocare in fondi di investimento a medio termine; questi fondi hanno avuto un crollo dovuto al debito insoluto, i clienti sono corsi a disinvestire i propri capitali e le banche hanno chiuso bottega o sono andate in crisi di liquidità.

 

Sinceramente mi pare che lo scenario attuale sia già abbastanza apocalittico da lasciarci con l’amaro in bocca per tutto il 2012 ma il peggio deve ancora venire con le varie manovre finanziarie a correzione dei vari debiti pubblici, Grecia in primis. Così per aver fatto entrare all’interno della comunità europea economie già troppo fragili ci siamo andati in rimessa tutti e noi stessi italiani stiamo rischiando di affossare ulteriormente la crisi economica del vecchio continente.

 

L’inghilterra non se la passa benissimo ma casualmente meglio di tutti i paesi all’interno della comunità europea e giustamente si tiene ben stretta la propria, cara sterlina.

 

Non arriveremo a una rivoluzione o a una rivolta popolare ma certamente il mercato del lavoro sta lasciando a casa moltissime persone e questo porterà a un’ulteriore contrazione sugli acquisti e le contrazioni non fanno bene alle crisi.

 

Non vedo molti spiragli per il prossimo anno: le borse perderanno anche a causa delle economie emergenti (Cina e India in prima linea), il petrolio diventerà una sorta di bene rifugio facendone lievitare il prezzo insieme all’oro. Il mattone dovrebbe invece vedersi svalutare diminuendo il potere di acquisto delle famiglie sempre più in difficoltà nel tentativo di accedere al credito per contrarre un mutuo.

 

Sorvolo volutamente su riscaldamento globale, polveri sottili, catastrofi ambientali e umanitarie ma non voglio trascurare l’aspetto climatico. Vi siete accorti che da qualche anno l’inverno arriva più tardi ed improvvisamente? Giugno 2011 è stato un mese molto freddo, conosco persone che nello scorso Luglio hanno dormito con la coperta di cotone in città. Piogge torrenziali che sciolgono le nostre colline e contro le quali non c’è pulizia di fognature o torrenti che possa arginare la valanga di fango che si precipita a valle.

 

Di elementi per vedere il 2012 come un anno nero ce ne sono ma tutto dipenderà da cosa i vari governi delle maggiori potenze economiche decideranno di fare: noi come sempre saremo nel mezzo.