Breve storia di un hackintosh

Non riesco a resistere, non è nella mia indole… Dopo un po’ un device mi annoia, devo inventarmi qualcosa, fila tutto troppo liscio, non c’è sfida!

 

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Modificherei il firmware anche al tostapane, figuriamoci al mio notebook equipaggiato con Windows 7. Ricordo quella volta che ho fatto credere al mio Sonyericsson K750 di essere un W800… Ed ha funzionato fino a quando me lo hanno rubato in un bagno di un campeggio provenzale. O quando da bambino mi divertivo a scrivere sulle fette di pane usando un videoproiettore anni ’70, di quelli con le bobine intendo. Ma torniamo al mio fido Toshiba L750.

 

Da tempo seguo il progetto OSx86, Hackintosh e altri ad essi paralleli. Il loro scopo è quello di rendere installabile e utilizzabile il sistema di casa Apple, Mac OS X, su computer di marche diverse, con somma gioia degli utenti che possono quindi permettersi di avere un mac che non sembra uscito da una fabbrica di caramelle e che costa meno della metà di un originale.

 

Pensate che rinunciando al design è possibile assemblare un pc fisso con OSx al prezzo di 400€ circa, monitor escluso, completamente funzionante; e questo semplicemente scegliendo componenti particolarmente compatibili! Alcuni portatili invece nascono già adatti ad ospitare il sistema made in Cupertino.

 

In fondo non è così difficile: i Mac sono dei normali computer, nel cui sistema operativo c’è scritto che se l’hardware non è originale non deve avviarsi! Basta saltare questo blocco, punto! Il sistema operativo oltretutto è su base BSD (una sorta di linux) e ciò rende tutto più semplice! Ovviamente è illegale, la licenza d’uso di OSX parla chiaro, ma questo per me è un male minore.

 

Pensate che circa la metà dell’assegno che staccate per acquistare un Mac serve a soddisfare i vostri sensi: il Mac è bellissimo, il touchpad è grande e levigato, la tastiera è comodissima e, come diceva il grande Steve Jobs, avrete delle “icone sullo schermo così belle che vi verrà voglia di leccarle!”.

 

Allora mi son messo ad installare OS X 10.7.4 sul mio Toshiba ma non vi tedierò con i dettagli, questo non è un tutorial. Più o meno tutto fila liscio, ho un sistema funzionante, le prestazioni sono ottime. Ma una delle porte usb non funziona, quella USB3, e il sistema di risparmio energetico (vedi standby, sospensione) fa i capricci. Decido comunque di usarlo un po’ così in attesa di trovare delle soluzioni ai pochi problemi incontrati.

 

Colpo di scena! Mi rendo conto che preferisco di gran lunga Windows! Mi mancano tutta una serie di accortezze che il sistema Mac non ha, si possono fare meno cose! Voler ridurre tutto a un drag and drop crea un sistema “a prova di idiota”, ma io non ne ho bisogno, non sono idiota, mi destreggio bene con combinazioni da tastiera e funzioni avanzate, non voglio il computer della Chicco!

 

E allora riapro lo sportello dell’hard disk, rimuovo il disco appositamente installato per l’esperimento, rimetto quello originale, riavvio e GODO!