Su “Scala Mercalli” e la mancanza di idee

Sulla trasmissione “Scala Mercalli” in sé non voglio pronunciarmi anche se, onestamente, mi pare interessante e fatta discretamente bene.

Voglio invece richiamare la cortese attenzione di chi sta leggendo sull’inammissibile mancanza di idee di chi ha creato i relativi spot.

Il primo, credo di Febbraio, è IDENTICO alla sigla iniziale di True Detective.

Il secondo è troppo simile alla sigla iniziale di House of Cards.

Ora: nessuno mette in dubbio che gli originali siano sigle di altissimo livello ma un simile plagio (che ricorda più un esperimento realizzato mentre si segue un tutorial su YouTube) me lo aspetto da uno dei miei studenti, non dalla Rai.

Imbarazzante.

 

 

 

Antifascismo – Seconda parte

A distanza di una settimana dal primo post “L’idiozia egocentrica dell’antifascismo” riassumiamo brevemente la vicenda:

Il gruppo Facebook “Vecchia Firenze mia” (fondato da Gianni Greco), che si occupa di foto storiche fiorentine, pubblica una foto di Mussolini e Hitler che si affacciano da Palazzo Vecchio. Inizia una serie di critiche/commenti ridondanti e fuori luogo sull’inopportunità della suddetta foto. Decido di non esprimermi liberamente ‘in casa d’altri’ e di pubblicare qui (a mio giudizio quello più adatto tra i miei blog) l’articolo. Per correttezza comunico a Gianni Greco che nel mio post veniva citato il suo gruppo e la relativa pagina. Gianni decide a sua volta di pubblicare in evidenza il link.

Da qui il delirio totale.

Come spesso accade in questo mondo, si sono schierate due tifoserie. E se le sono date di santa ragione. Non mi soffermerò su alcuni personaggi particolarmente patetici e disturbati che facevano sembrare la discussione un pollaio.

Mi interessa invece mettere l’accento su qualche altro aspetto:

  1. Praticamente nessuno ha notato che l’articolo iniziava con “Premesso che il Fascismo è stato un periodo di odiosa dittatura da condannare in modo deciso e che ha provocato morti e violenze”, scritto in grassetto. In pratica: l’antifascista, da buon fazioso, cancella dalla mente qualunque cosa non gli sia strumentale e congeniale per arrivare a ciò che veramente gli interessa: trovare il punto in cui non si condanna in modo abbastanza feroce (secondo lui!) il Fascismo. Sebbene, poi, non fosse il caso del mio articolo aggiungo: guai a voler vedere i rari aspetti positivi del Ventennio! È lesa Maestà! È la bestemmia! Numerosi utenti hanno pensato che io volessi difendere il Fascismo. IO? Se fossi vissuto in quel periodo, sarei stato il primo a essere menato dai fascisti e sono sicuro che non sarei sopravvissuto. Ma voi, antifascisti ciechi o in mala fede, non siete riusciti a leggere ciò che avevo scritto.
  2. Secondo qualche genio, ho sbagliato a scrivere che il Fascismo è finito da una settantina d’anni. Pare infatti che qualunque imbecille decida di fare il saluto romano allo stadio o che faccia le manifestazioni contro immigrazione, omosessualità etc. NON SIA solo un imbecille ma sia una minaccia perché potrebbe rifondare il Fascismo in Italia. Ma quanto si può essere cretini? L’ho detto io: “È gente che non ha mai fatto i conti con la Storia”. E me lo confermano continuamente.
  3. Altri fanno notare che la nostra Repubblica è fondata sui valori dell’antifascismo. Accidenti, che osservazione acuta! È stata promulgata nel 1947, cosa t’aspettavi? Che finisse con “A noi!”? Avevo infatti detto “rimanere paralizzati in una posizione sterile che combatte qualcosa finito da settant’anni non porterà mai nulla di interessante”. Ed è decisamente così.
  4. Ricordiamoci, cari i miei tifosi di entrambe le squadre, che la maggior parte di quelli che sputavano sul cadavere di Mussolini erano fascisti fino a dieci minuti prima. Ricordiamoci anche alcune stragi commesse contro i fascisti, non sempre giustificate e talvolta ingiustificabili.
  5. Noto con piacere che molti tra quelli che hanno inveito (non solo su Facebook) contro il mio pensiero sono allegramente sostenitori di ireniche cause come: il partito marxista-leninista (io vorrei sapere perché cazzo non è vietato fare apologia del maoismo/leninismo/stalinismo/comunismo come è invece vietato fare apologia del fascismo), la guerriglia no-tav (perché come ho già detto nell’altro articolo “nel nome dell’antifascismo è giudicato corretto qualunque comportamento fascista”), il sostegno a Battisti (non il patriota morto nel 1916 ma il cialtrone terrorista scappato in Brasile e difeso dall’odiosa marmaglia di pseudointellettuali sinistroidi) etc.
  6. Le visite sul blog dopo il mio articolo di venerdì scorso sono aumentate del 1829%: milleottocentoventinove percento!. Questo significa che, al di là della popolarità della la pagina/gruppo “Vecchia Firenze mia”, l’antifascismo e il fascismo sono ancora oggi argomenti che richiamano un gran numero di lettori. Ma attenzione: NON per il motivo che sarebbe giusto, ovvero colmare le lacune, imparare la Storia, confrontarsi civilmente e crescere sviluppando capacità critiche e analitiche, magari cercando di soddisfare anche una sana curiosità personale. No! La maggior parte degli utenti (si evince dai commenti, dal comportamento, dalle risposte e dal tono) legge, scruta, cerca e interviene solo ed esclusivamente per trovare il modo di dire la propria in modo da ostentare agli altri quanto-sono-giusto, quanto-sono-antifascista, quanto-sono-ganzo (e si torna al punto n°1). E lo fa in un modo talmente scontato, talmente trito e ritrito, talmente inutile e poco incisivo che lascia senza parole.

 

Ripeto e confermo la citazione di Flaiano: “In Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti“. È appunto l’idiozia egocentrica e onanistica dell’antifascismo, diverse persone lo hanno confermato venerdì scorso.

 

Lamberto Salucco

L’idiozia egocentrica dell’antifascismo

Ennio Flaiano: “In Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti”

Premesso che il Fascismo è stato un periodo di odiosa dittatura da condannare in modo deciso e che ha provocato morti e violenze, vorrei far cortesemente notare l’immaturità (tutta italiana) delle persone che continuano ancora oggi (2015) a professarsi “antifascisti”.

Nel nome dell’antifascismo si sono commessi e tuttora si commettono reati e violenze, nel nome dell’antifascismo tutto è permesso, nel nome dell’antifascismo è giudicato corretto qualunque comportamento fascista.

Spedizioni punitive, vandalismo durante i cortei, limitazione della libertà di pensiero e di parola sembrano perfettamente giustificabili agli occhi di coloro che, per un proprio infantile piacere onanistico, si appropriano di concetti alti trasformandoli in uno strumento per sentirsi “forti e giusti”; si ostenta purezza, si fa vedere che si sta dalla parte dei buoni solo per soddisfazione personale, nell’illusione di essere più stimati e ammirati, per sentirsi meglio, per sentirsi i migliori.

È gente che non ha mai fatto i conti con la Storia, gente che deve necessariamente urlare al mondo la propria contrarietà all’odioso regime ogni volta che ne vede una rappresentazione, magari un documento storico, magari solo una vecchia fotografia.

Sul gruppo (e sulla relativa pagina) “Vecchia Firenze mia” (https://www.facebook.com/groups/256834224390765/819103901497125) gestita da Gianni Greco, questa tiritera compare ogni volta che qualcuno posta una foto storica del Ventennio. Addirittura qualcuno vorrebbe che di tali foto fosse proibita la pubblicazione. E guai a fargli notare l’idiozia di queste affermazioni!

E allora perché non vietare anche le immagini che riguardano il Granducato di Toscana? O i Medici? O l’Impero Romano? Facendo il puro calcolo delle persone uccise dal “Potere” sarebbe opportuno…

Smettete di bearvi nel vostro essere contro-qualcosa; se è vero che occorre conoscere la Storia per non ripetere gli errori del passato, è altrettanto certo che rimanere paralizzati in una posizione sterile che combatte qualcosa finito da settant’anni non porterà mai nulla di interessante.

(qui trovate la seconda parte del post)

Lamberto Salucco

Una riflessione su Crimea e Ucraina

L’ UE farà in modo che l’Ucraina entri a far parte della comunità Europea, Germania in prima fila perché l’operazione possa essere portata a termine quanto prima, con forniture di GAS ed energia elettrica che la Russia potrebbe tagliare anche al resto dell’ Europa.

Ucraina, un paese con un debito pubblico tale da far sembrare i conti italiani il borsellino di un bimbo delle elementari; eppure la Germania preme perché entri in Europa.

L’Italia purtroppo sappiamo molto bene in che condizioni versi, ma non tutti sanno che esportiamo verso la Russia materiali e manodopera per svariati miliardi di euro; la Russia potrebbe anche interrompere qualsiasi tipo di rapporto con un paese che, in virtù della propria appartenenza alla comunità europea, è allineato con le idee di sanzioni economiche verso il popolo di Putin.

Eppure la Germania preme che l’Ucraina entri in Europa con tutti i suoi debiti, con la sua economia ridotta a tali livelli da non permettere nemmeno il sostentamento dei propri concittadini.

E’ successo anche con la Grecia, la Spagna, la Romania… ma qualcuno si è mai chiesto il perchè di questo? A nessuno è venuto in mente che la Germania stia portando avanti la sua rivincita dopo la seconda guerra mondiale?

Nessuno ha mai pensato che in questo modo, spargendo le centinaia di miliardi di debito dei paesi, la Germania voglia affossare le altre economie europee più deboli aumentando conseguentemente la propria potenza economica?

E le dure richieste di ripresa e di rientro del debito nei confronti anche dell’Italia non sono altro che una seconda arma con la quale la Merkel ed il suo dolce popolo strangolano paesi già in ginocchio dopo il passaggio all’euro (l’Italia aveva già una situazione critica bisogna ammetterlo).

Sento molti proferir parole durissime contro la Russia, contro Putin… Sono questioni legate ad antichi domini regionali risalenti all’Impero Russo, e da queste cose dovremmo tenerci a debita distanza date le conseguenze che ne scaturiranno per tutta l’Europa se non per il mondo intero.

Invece no, l’ ONU deve sempre mettere il naso ovunque, deve sempre mettere il dito tra “moglie e marito”, deve ficcanasare anche dove non dovrebbe non riuscendo a vedere ad un palmo da proprio naso.

Una manciata di pensieri sconnessi, forse, ma non meno delle menti di coloro che intendono proseguire sulla strada intrapresa contro Putin e contro la Russia.