Dual core e smartphones: una necessità

Telefono, mando sms, consulto la rubrica ed il calendario per gli impegni, controllo le email, Facebook, Twitter, le azioni, seguo i blog che mi interessano maggiormente, leggo le notizie, guardo qualche video, ci gioco, lo uso come navigatore, cerco attività commerciali in zona…Ma per fare tutto questo, un tempo impensabile, è necessario avere un buon processore ed un discreto quantitativo di ram, magari anche un browser che sfrutti la gpu per il rendering delle pagine (Samsung Galaxy S II). Ma il limite è quello ormai conosciuto con i pc: velocità del processore e quantitativo di ram.

Se da un lato i Mhz sono diventati fondamentali per spingere le prestazioni a livelli almeno soddisfacenti, dall’altro ci si scontra con un aumento dei consumi al salire della frequenza con il conseguente aumento delle temperature operative. Ma pur veloce che sia, quando le operazioni da eseguire sono più di una, queste vengono messe in coda dal sistema operativo che si trova ad assegnar loro delle priorità; a questo punto le passa alla cpu secondo tale coda. Se si tratta di attività semplici sicuramente non ci accorgeremo di niente, dato che saremo noi per primi a generare dei tempi morti in cui la cpu possa dedicarsi a qualcos’altro (si pensi ad esempio alla scrittura di un sms mentre lo smartphone controlla la posta in modalità push); ma nel momento in cui il compito che assegnamo al telefono è molto gravoso in termini di risorse, ecco che ci scontriamo con la fatidica lista di priorità: se giocando o guardando un video in hd potremmo incorrere in una perdita di frames (che si tradurrebbe in una visione a scatti), se ascoltassimo un mp3 navigando su internet potremmo sentire un effetto come se un disco saltasse. In realtà è il processore che non riesce ad eseguire tutte le operazioni contemporaneamente.

Ecco che la presenza di un dual core nello smartphone diviene quasi una necessità, almeno per quanti riescono a sfruttare l’oggetto al pieno delle sue capacità. Certamente l’utente medio non ne trarrebbe beneficio, trovandosi a far gestire alla cpu compiti semplici come la gestione della posta, degli sms e dei contatti. Ma con smartphone dotati di ottiche in grado di girare video addirittura in Full-HD, un processore che sia potente ma in grado di svolgere più compiti diviene fondamentale, se non altro per avere la certezza che i processi di sistema attivi non vadano ad influire sulla registrazione video.

LG Optimus Dual P990, è dotato di piattaforma nVidia Tegra 2: un processore dual core con architettura ARM Cortex A9 affincato da una gpu GeForce ulp. Il vantaggio della soluzione nVidia lo si apprezza immediatamente con la fluidità del sistema, e con l’estrema agilità con cui riusciamo a passare da un’applicazione all’altra senza attese o lag. La potenza della piattaforma la si apprezza anche guardando un video codificato in divx e provando a saltare da un punto all’altro, senza una logica precisa, ma andando semplicemente avanti e risaltando poi indietro: il processore riuscirà sempre a seguirci senza una sola esitazione.

Altro vantaggio delle piattaforme multicore è la possibilità di assegnare i core allo stesso processo, portando incredibili benefici in termini di prestazioni pure. Al contempo, il raffinamento dei processi produttivi ha portato ad un’ottimizzazione sostanziale anche nei consumi, tanto che uno smartphone dualcore riesce a garantire la stessa autonomia di un single core a parità di applicazioni e amperaggio della batteria. Questo beneficio lo si è raggiunto anche grazie al voltaggio variabile: un processore inattivo ha minor necessità di energia rispetto ad un processore che giri a pieno carico. Tale voltaggio, grazie anche a driver specifici che si integrano con il kernel del sistema, può essere pilotato dinamicamente in base all’utilizzo istantaneo della cpu, variando con la frequenza.

nVidia, infine, proporrà probabilmente nel Q1 2012, la sua piattaforma Tegra 3, dotata di una cpu quad-core: la prima sul mercato.