Full immersion Apple: dopo 20 anni mi sono bevuto il cervello (parte 1)

Ebbene sì, quante volte mi avete letto su queste pagine prendermela con Apple? Quante volte contro l’iPhone o l’iPad? Contro la mentalità della mela e le sue discutibili scelte? Continuerò a farlo ma da un altro punto di vista.

Dopo 20 anni di egemonia Windows in casa mia tra server, pc e portatili ho deciso di provare la nuova strada. Nuova per modo di dire, ma per la mia mentalità lo è sicuramente dato l’odio che ho sempre nutrito nei confronti delle varie piattaforme Apple. Eppure mi devo ricredere sotto certi punti di vista ma non sotto altri.

Inizierò dalla piattaforma mobile con iOS.

 

I miei ultimi anni sono stati dominati letteralmente da Android; lo avrei messo in ogni dove, dallo smartphone al rotolo per il bagno, dal tablet alla zuccheriera. Dopo tanto tempo su Windows Mobile, trovai la piattaforma ideale in Android nonostante la mancanza quasi totale di applicazioni: era il lontano 2009 e sul mio Samsung Galaxy GT-i7500 regnava la versione 1.6 Donut.

Li ho passati tutti, fino alla 5.0 del Nexus 5 attraverso vari top di gamma per garantirmi sempre la massima esperienza possibile, e sono sempre rimasto assolutamente soddisfatto della versatilità del sistema operativo di Google. Eppure un giorno, sotto l’effetto allucinogeno di chissà quale droga dispersa nell’aria, apro Kijiji cercando un iPad Mini: lo trovo e lo compro.

L’intento / sfida era quello di acquistare una piattaforma che mi permettesse di scoprire nuovi orizzonti musicali altrimenti impensabili su Android (i driver audio di Big G sono letteralmente da buttare).

 

Mentre attendo che arrivi il nuovo acquisto, provvedo a creare il mio Apple ID e mi faccio un giro su YouTube alla ricerca di applicazioni per fare musica. Il lato positivo è che ne ho trovate tante, quello negativo è che erano veramente troppe. Dovendo partire da qualche parte, acquisto Sunrizer e Garage Band: sintetizzatore analogico il primo, sequencer il secondo.

Tanto mi prende questa nuova situazione che giorno dopo giorno, mi trovo ad aver speso circa 200 euro di sole applicazioni musicali ma la soddisfazione è davvero tanta.

 

Purtroppo nel dire “Faccio musica anche con l’iPad” la prima immagine che si stampa nella mente del nostro interlocutore è quella del classico bimbominkia che trascina loop e groove per “creare” un proprio pezzo; bene, questo lo lascio fare a loro, mentre io mi dedico alla creazione pura suonando nota per nota ogni cosa.

Ed il risultato è a dir poco incredibile: mai avrei pensato di poter produrre musica simile su un tablet data l’esperienza avuta con Android. Invece mi sono dovuto ricredere: Apple docet.

 

Parlando degli altri aspetti del passaggio posso dire che:

  • Gestione posta, contatti e calendario: sincronizzati con Google al primo colpo
  • Qualità fotografica: top
  • Stabilità del sistema: top (ma venendo da top gamma Android non avevo avuto problemi nemmeno lì)
  • Qualità delle applicazioni: ottima
  • Scambio dati verso l’esterno: la morte!!!
  • Qualità audio in cuffia: semplicemente spettacolare
  • Durata batteria: incredibile
  • BackUp su iCloud: semplicemente perfetto
  • Funzionalità In Famiglia: geniale

Detto questo, mi permetto di muovere alcune critiche:

  • L’alluminio utilizzato è piacevole al tatto ma basta con la storia dei materiali nobili: è un metallo volgarissimo con cui si fanno anche le pentole (Apple, o passi la canna o la fai finita con le minchiate)
  • Non poter mandare un MIO mp3 via BT o eMail è quanto di più odioso si possa avere (la libreria musicale è BLINDATA)
  • iTunes per la gestione: stendiamo un velo pietoso
  • Avere un tempo limite per poter decidere se tornare alla release precedente dopo un aggiornamento è quantomeno discutibile data la discreta quantità di problemi che ogni update si porta dietro
  • Aggiornamenti mirati inesistenti: iPad Mini aggiornato a iOS 8.3 è diventato una sorta di zeppa per i tavoli

 

Per l’utilizzo che faccio del dispositivo, quindi, non posso che ritenermi pienamente soddisfatto ma questo porta a scendere a compromessi secondo i quali o si sopportano i lati negativi o non si raggiunge il proprio obiettivo.

Dal mio punto di vista, abbandonare il vecchio synth appoggiandomi a un Ipad è stata una mossa azzeccata: ci collego un controller midi USB e il tablet mi gestisce la parte della generazione del suono. Il vantaggio intrinseco è che mentre con un synth i suoni sono sempre quelli, con l’iPad vi basta un giro su App Store per farvene uno nuovo, dando così una bella ventata di aria fresca alla vostra creatività.

 

Seguiranno altri articoli in cui illustrerò ulteriori passaggi che, in un passato non troppo lontano, avrei giudicato un vero abominio e che adesso mi trovo invece a sposare in pieno (sempre però legati all’uso che faccio dei dispositivi).