Il regalo “utile”

Ho sentito spesso parlare di “regalo utile” ma ritengo che nella maggior parte dei casi sia un’espressione che contraddice se stessa; comunque, pur conoscendo chi riceverà il regalo, non si potrà mai avere la certezza sull’utilità dello stesso in quanto la questione è troppo soggettiva.

 

Da bambino ho talvolta ricevuto i cosiddetti regali utili e mi hanno sempre lasciato molto rammaricato in quanto non li ritenevo indirizzati a me. Un bambino scartando un regalo si aspetta di trovare un giocattolo o comunque di veder avverato un desiderio, un oggetto visto in vetrina o a casa dell’amico.

 

Arrivare nei pressi dell’albero di Natale e vedere una grande quantità di pacchi sicuramente riempie il cuore di gioia, sia per chi li ha confezionati sia per chi deve scartarli e per un bambino più ce ne sono meglio è. Con l’occhio solitamente si cerca il pacchetto squadrato, la scatola con gli spigoli in quanto spesso racchiude giocattoli o gadget molto ambiti; quando però viene consegnato il pacco e questo è morbido e senza una forma ben definita, l’espressione del bambino cambia come se stesse pensando “che caspita di scatola hanno fatto per l’Uomo Ragno?”. La costernazione diviene palese al momento dell’apertura: una bella camicia a quadretti che va tanto di moda.

 

Ho sempre pensato che quello fosse un regalo per i genitori in quanto avrebbero avuto un capo di vestiario in meno da dovermi comprare mentre io ero rimasto con un regalo in meno. La tragedia aveva il suo culmine nel momento in cui la zia di turno aveva pensato a un paio di pantaloni che con quella camicia facevano una splendida abbinata.

 

Sulla stessa falsa riga si piazzano i regali utili. Uno smartphone per esempio è utile per alcuni e indispensabile per altri, ma chi si trova a volerlo regalare spesso lo ritiene un “di più” rispetto a un normale cellulare. In realtà col primo posso controllare la posta, navigare, leggere le news, ottenere indicazioni stradali, comprare su Ebay ecc. mentre con il secondo posso telefonare, mandare sms e basta. Ricevere un bel giaccone da 200 euro può essere un bel regalo ma se il giaccone ce l’ho mentre mi manca l’orologio da polso capirete quanto soggettivo sia il significato che si imputa all’espressione “regalo utile”.

 

Il regalo deve essere qualcosa di desiderato da chi lo riceve, qualcosa che sappiamo lui avrebbe voluto comprarsi ma non ha potuto farlo; non possiamo isolarci e pensare cosa potrebbe essergli utile: pensiamo a cosa desideri.

 

Non è semplice fare un regalo, lo ammetto; io, ad esempio, butterei tutto sull’elettronica indipendentemente dal destinatario del pensiero natalizio, ma so che non tutte le persone che mi circondano condividono i miei gusti.

 

Per fare un regalo gradito dobbiamo fare in modo che i desideri di chi riceve si materializzino scartando il pacchetto.