Integrazione e abolizione: il classico errore all’italiana

 

Argomento spinoso quello che leggerete poco sotto; alcuni mi accuseranno di razzismo, altri di fomentare le divisioni, altri invece saranno d’accordo.

Personalmente non mi ritengo razzista anche se alcune situazioni mi danno particolarmente fastidio, ma quanto leggerete va visto in un’ottica più ampia politicizzata e non.

Non mi interessa riscuotere il consenso di nessuno e non voglio convincere nessuno in quanto non mi interessa: questa è solo un’esternazione di alcune mie riflessioni scaturite dalle ultime dichiarazioni ascoltate durante uno dei tanti TG.

 

Cito: “Ma a prescindere dai numeri o meno, una società moderna, una società che vive di integrazione e solidarietà sociale, una società che vuole trovare il suo lume della ragione nello spirito della laicità oltre ogni fondamentalismo religioso, altro non può fare che respingere l’insegnamento della Religione nella scuola pubblica.”

 

Ma stiamo scherzando? Non si insegna a credere in Dio o in Gesù a scuola, ma si affronta la storia del Cristianesimo e del Cattolicesimo. Abolire l’insegnamento della religione? L’insegnamento della religione dovrebbe essere utilizzato come strumento di coesione perchè chi giunga da culture diverse possa meglio apprendere le origini del Paese in cui si è trasferito.

 

Integrazione, termine tanto in voga ultimamente, non significa annullare le proprie origini perchè non compatibili con la cultura altrui. Non dobbiamo cancellare la nostra storia, dobbiamo fare in modo che gli altri possano fondersi omogeneamente pur riconoscendo che non è la loro.

 

Eliminare indiscriminatamente certi costumi rischia di fare aumentare l’odio nei confronti dello straniero che arriva per vivere e lavorare nel nostro paese. Certo non deve essere obbligato a frequentare l’ora di religione, anche se ritengo potrebbe essere di aiuto perchè meglio possa capire l’Italia, ma nemmeno gli italiani essere obbligati a non seguirla perchè, alla fine, ci sono più stranieri che italiani.

 

Smettete di fare i moralisti! Siete falsi e ipocriti! Non avete il coraggio di dire quello che pensate temendo possa essere frainteso o strumentalizzato. E’ vostro compito difendere le vostre idee e fare in modo di esporle chiaramente, spiegando la vostra linea di pensiero e motivandola. Un maggiore afflusso di stranieri, lo sapete bene, non significa dover cancellare le nostre origini cristiane e, conseguentemente, l’insegnamento della religione. E personalmente non me ne frega un cazzo che l’Italia sia per definizione uno stato “laico”.

 

Dobbiamo adoperarci perché lo straniero si integri rispettando il Paese in cui si trova; e questo lo si raggiunge portando a lui per primo rispetto. Ma se sono gli italiani stessi a “sminuirsi” chinando il capo, cosa pensate che succeda? Che chi arriva riterrà di godere di una libertà tale da poter fare i suoi comodi avanzando pretese che nel suo paese sarebbero state perseguite al solo pensiero di concepirle.

 

Non va bene, questa non è integrazione: questa è una forma di razzismo ricorsivo. Noi abbiamo le nostre usanze, loro ne hanno altre: entrambe devono convivere nello stesso Paese nello stesso momento.

 

Alla frase “L’insegnamento della storia delle religioni sarebbe l’unico passo verso un reale processo di integrazione sociale e globale” rispondo così:

 

Storia delle religioni è un conto, abolire l’ora di religione perchè in troppi credono in altro è ben altro problema (scusate il bisticcio di parole). Questi proclami hanno poco senso e rischiano di fomentare l’intolleranza verso il prossimo che già è visto come “colui che rallenta i programmi scolastici a causa di una mancata cognizione della lingua” (e questo ritengo sia un problema molto serio per i nostri figli). Se poi andiamo anche a dire che per lui eliminiamo l’ora di religione la frittata è fatta. Stesso discorso per il crocifisso, ma questa è una storia fritta e rifritta.

Infine chiedo: se a “casa” di alcune religioni io non posso professare la mia, perchè mai dovrei abolirla a casa mia? Non pretendo di costruire una chiesa accanto a La Mecca e non vieto di stendere un tappeto sul marciapiede perchè è giunta l’ora della preghiera, ma l’ora di religione deve essere lasciata e gli studenti devono essere liberi di frequentarla o meno. Se poi in tale ora si riuscisse a dare una visione di insieme delle principali correnti religiose mondiali sarebbe l’uovo di Colombo, ma se già la Chiesa non paga gli insegnanti adesso ritenete che possa formarli sul Buddismo o sull’Induismo?

 

Siate liberi, ma soprattutto liberatevi.

 

edida

Voto l’uovo di Colombo. Però tranquillo… mancano risorse anche per fare tante altre cose. Quindi meglio tagliare 🙂