L’età dell’oro

Il luoghi comuni non sono decisamente la mia passione. Devo però ammettere che è abbastanza difficile trovare un luogo comune completamente falso perché spesso sono affermazioni scontate e abusate ma vere.

 

Talvolta però si dicono cose banali e false. Analizziamo il caso delle affermazioni che iniziano con “Ai miei tempi…”.
Gli esempi non mancano di certo, ricorderò qui i più eclatanti: “si poteva lasciare la porta/la macchina aperta“, “il cibo era più sano“, “c’era più rispetto“, “eravamo più responsabili“, “la scuola era più dura“, “c’era più educazione” etc…

 

D’altro canto sarei un idiota se negassi gli enormi cambiamenti che il progresso tecnologico, la comunicazione globale e le conquiste sociali hanno portato nelle nostre vite.

 

Vorrei però ricordare che Platone quasi 400 prima di Cristo si lamentava del fatto che i giovani non avevano più rispetto degli anziani e dei professori e che Esiodo nel VII secolo prima di Cristo parlava di una gioventù “insopportabile, irriguardosa e saputa“.

 

Ammettiamo per gioco che il massimo valore morale di un popolo sia 10/10 e che oggi, per assurdo, siamo sprofondati a 1/10. Visto che in ogni epoca la generazione “corrente” si è sempre lamentata del peggioramento di quella successiva potremmo ipotizzare (approssimando per difetto) un calo ogni cinque lustri del 20% nel valore in questa fantomatica scala che ho appena inventato.

 

Tale progressione porterebbe più o meno a diminuire di un “voto” ogni 100 anni. Diciamo quindi che nell’anno del Signore 1111 la popolazione era composta esclusivamente da angeli puri e perfetti (10/10).

 

Chiunque abbia almeno sfogliato svogliatamente e distrattamente un Bignami di storia medievale sa che ciò non corrisponde assolutamente al vero.

 

 

 

PS – Memorabile la frase di Cossiga parlando del caso Marrazzo: “Ai miei tempi i complotti erano umani