Nuove licenze MicroSoft per l’ambito Enterprise

Mi sono sempre schierato a favore di MicroSoft per quel che concerne le battaglie legali in cui sia stata coinvolta; mi riferisco alle assurde accuse per fornire un browser nel suo os, un media player, un client di posta e tutto rigorosamente gratis… vabbè, quasi…

 

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In realtà dato che il sistema operativo si paga gli applicativi citati non si dovrebbero considerare come forniti in forma gratuita, bensì come valore aggiunto all’ambiente acquistato; questo però si è scontrato con assurde convinzioni secondo cui tale politica debba essere letta come una forma di concorrenza sleale nei confronti delle software house che propongono le proprie soluzioni a pagamento. Ne abbiamo già parlato anche in questo articolo.

Questa volta però ritengo che MicroSoft abbia compiuto un passo azzardato istituendo una nuova licenza per l’ambito enterprise; la “tassa”, come la chiamo io, entra in vigore nel momento in cui l’utente si trovi a dover utilizzare applicazioni di DeskTop remoto sfruttando una macchina virtuale Windows da un client non MicroSoft.

E quando arriva il dazio? Quando i tablet Android ed Apple ormai la fanno da padroni mentre MicroSoft è costretta a rincorrere dopo lunghi mesi di letargo. E come potrà mai chiamarsi una licenza così? Companion Device License.

Casualmente (si afferra il sarcasmo?) questa licenza non deve essere pagata in caso venga utilizzato, per l’uso del desktop remoto virtualizzato, un tablet basato sulla futura release di Windows 8. In questo situazione infatti il dazio dovuto è compreso nella licenza mobile.

Dal mio punto di vista assistiamo ad un caso di concorrenza sleale con una modalità molto più chiara rispetto a quanto citato in testa all’articolo. Non trovo giusto combattere la concorrenza introducendo una nuova licenza; sebbene il concetto sia il medesimo, dobbiamo considerare che a realtà differenti corrispondono impatti differenti.

In un’azienda piccola, l’utilizzo di tablet non Windows implica l’eborso di una cifra più contenuta e direttamente proporzionale alle licenze necessarie; sebbene la proporzione sia la medesima, per una società di medie o grandi dimensioni, la cifra da sborsare potrebbe raggiungere un tetto tale da non rendere appetibile l’adozione di soluzioni non Windows.

E MicroSoft punta proprio su questo, ma questa volta ha un sostenitore in meno: è una licenza ingiusta e anti-concorrenziale.