Progetto musicale di Pier Francesco – PiF – Cigliana

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Non ho mai studiato musica, non conosco lo spartito ma solo gli accordi di base anche se, mentre suono, non ho la più pallida idea di cosa sto facendo; se due note stanno bene insieme le lascio, altrimenti non le suono nemmeno. Non è il mio cervello a suonare ma il mio cuore.

Il mio progetto musicale nasce in camera mia all’età di 16 anni quando vendetti il computer per comprare un sintetizzatore. Senza possibilità di registrazione, era pura creazione del suono. Poi nel corso degli anni mi sono evoluto, ma la musica non l’ho mai studiata per un semplice timore: non volevo “meccanizzarmi”. Non nego che il solfeggio mi avrebbe giovato, ma in fondo va bene anche così.

Spazio attraverso vari generi ma il “principe” è la New Age grazie a preziose influenze di autori quali Oldfield, Jarre, Tangerine Dream, Vangelis. Troverete anche brani dance ma non sono il mio target.

La mia musica è sentimento puro, le parole che non escono, i discorsi che non riescono a comporsi, sensazioni che il cervello può cercare di interpretare senza riuscire a esternarle; le mani si muovono su un continuo susseguirsi di bianco e di nero, raccontando storie vissute, passate.

Focalizzate una sensazione, un ricordo, un sentimento e lo ritroverete nella mia musica; sdraiatevi e indossate le cuffie, lasciatevi trasportare dalle mie note, prendetele per mano e fatele vostre: io metto la musica, voi mettete la vostra esperienza e fatene la vostra colonna sonora.

Ho un manifesto, un brano forse ancora allo stadio larvale, ma che esprime tutto questo; se volete accompagnarmi lo trovate qui.

Se invece desiderate ascoltare i miei brani del promo album Free Tracks cliccate qui.

Potete anche aggiungerli alla vostra raccolta Android del Play Store.

 

Manifesto del progetto musicale PiF Music:

 

Il momento in cui l’anima si avvicina alla musica

si crea quell’armonia in cui le note scaturiscono dall’interno

le mani volteggiano su un continuo susseguirsi di bianco e di nero

parlando,sussurrando frasi indistinte

un fiume di parole talvolta incomprensibile

talvolta fin troppo chiaro, lucido,

trasparente come un cristallo al cui interno si cela un’anima,

un musicista, una voce nella notte,

un segnale lontano di un mondo ingenuo.

 

Melodie si intrecciano e si intersecano

nel profondo blu di un ego sperduto,

baratri in cui tuffarsi, oasi in cui ristorarsi,

lamenti che raccontano momenti, brandelli di un attimo,

brevi flash di una luce blu, profonda,

un mare di dolce malinconia in cui la pace regna sovrana,

un caldo abbraccio di soave tranquillità, silenzi,

lontane eco risuonano storie vissute, passate,

ma il presente ci riporta improvvisamente ai secondi

scanditi dalla frenesia di un mondo popolato da insetti.

 

Apparire, sembrare, voler essere,

stupide conchiglie si annidano e si rinchiudono

in piccole comunità, nicchie sociali di un mondo incompatibile,

un rigetto quasi biologico, come una paura innata, rinchiusa,

sconosciuta alla falsa lucidità quotidiana alla quale non si adatta.

 

La frenesia di un mondo popolato da insetti.