RAID: cos’è e come funziona

 

Molti di voi avvezzi all’informatica avranno sentito parlare di dischi installati in RAID, catene RAID, NAS e affini, ma quanti sanno cosa sia realmente e come funzioni? Qual è la configurazione migliore? Vediamo insieme di svelare le basi di questa tecnologia cercando di capire quale potrebbe essere la configurazione migliore in ambito casalingo.

 

 

Il collegamento di due o più dischi in RAID ha principalmente due scopi: la sicurezza o la velocità. Dato che ho intenzione di affrontare l’argomento per l’ambito casalingo toccherò esclusivamente queste configurazioni più abbordabili per costi e semplicità.

 

Il collegamento dei dischi per ottenere una configurazione RAID può avvenire in più modi:

  1. direttamente alla scheda madre (se questa lo permette)
  2. affidandosi a un controller aggiuntivo (una scheda da installare nel PC cui collegare i dischi)
  3. acquistando un BOX esterno (NAS o DAS)

 

I tipi di RAID più diffusi in ambito casalingo e per le piccole aziende sono il RAID 0, RAID 1, RAID 5. Ognuna di queste configurazioni ha i suoi pro e ovviamente i suoi contro; se da un lato abbiamo la sicurezza, dall’altro avremo una velocità più bassa nell’accesso ai dati e per aumentare la velocità dovremo farlo a discapito della sicurezza. Esistono possibilità per avere entrambe le cose, ma a quel punto andiamo su configurazioni non proprio economiche e comunque sconsigliate per l’ambito casalingo.

RAID 0: detto anche stripe è una configurazione che permette di avere un’ottima velocità nell’accesso ai dati a totale discapito della sicurezza. Quando il dato viene inviato al disco per il salvataggio, viene troncato in più blocchi i quali vengono scritti alternativamente sui due dischi costituenti la catena RAID. Un approccio simile in linea teorica dovrebbe raddoppiare le velocità di lettura/scrittura dal momento che i dati vengono letti alternativamente e quasi in contemporanea da due dischi; dovendo accedere a un file da 20MB verrebbero trasferiti 10MB dal primo disco e gli altri 10MB dal secondo. Configurazione veloce ma poco sicura: se muore uno dei due dischi, avete esattamente il 50% di ogni singolo file memorizzato e questo rende il suo recupero impossibile.

RAID 1: detto anche mirroring è la prima e più semplice modalità con cui preservare i propri dati. Per il RAID 1 sono necessari due dischi collegati al controller ma effettivamente soltanto uno di essi rimane visibile e utilizzabile direttamente all’interno del sistema operativo. Il secondo infatti altro è solo una copia 1:1 del primo disco e il suo funzionamento rimane del tutto nascosto all’utente. In caso di “morte” del disco principale avremo sempre a disposizione la sua copia identica sul disco “invisibile”; alcuni sistemi permettono il cambio automatico del disco, operazione con cui l’utente viene avvisato del malfunzionamento del principale ma il sistema provvede autonomamente a deviare il traffico dati verso il disco secondario. In sistemi meno evoluti è l’utente a dover spengere il computer e invertire i cavetti SATA; collegando poi un disco nuovo al controller (e impartito un semplice comando tramite menu) questo verrà ricostruito partendo dal disco principale.

 

RAID 5: Il RAID 5 è forse il livello che permette, sempre a livello casalingo o di piccola impresa, il maggiore sfruttamento dello spazio senza tralasciare la sicurezza. La sua configurazione avviene installando 3 o più dischi all’interno del sistema ma all’utente sarà visibile soltanto un’unità la cui dimensione è costituita dalla somma dei dischi meno lo spazio dedicato al controllo di parità. Praticamente questo sistema replica automaticamente ogni disco frammentandolo sugli altri disponibili in modo che qualsiasi unità si trovi a interrompere il proprio funzionamento possa essere ricostruita con i dati presenti sugli altri dischi. Solitamente il controllo di parità comporta, in un sistema RAID 5 a 4 dischi, la perdita di un quarto delle dimensioni totali della catena raid. Per la costituzione di una catena sicura è preferibile scegliere dischi provenienti da partite differenti e, magari, con date e luoghi di produzione differenti: questo dovrebbe scongiurare il malfunzionamento contemporaneo di due o più unità.

 

NAS: Network Attached Storage, sistema di stoccaggio di rete. Altro non è se non un piccolo computer con un proprio sistema operativo, solitamente basato su Linux, al cui interno possono essere alloggiate due o più unità. I NAS più economici attualmente supportano tutte le modalità RAID analizzate fino a questo momento. Il loro vantaggio è quello di unire un basso consumo a una facile raggiungibilità dei dati all’interno di una rete, e molto spesso anche attraverso Internet disponendo di un portale web interno tramite il quale accedere ai dati immagazzinati. Un NAS può essere utile per effettuare i backup dei pc di casa, per costruire una teca multimediale con foto e video delle vacanze, come risorsa cui accedere da console e tablet per lo streaming dei contenuti. Il loro costo varia dai circa 100 euro per oggetti a doppio disco, fino a diverse migliaia per sistemi dotati anche di un paio di dozzine di unità.

 

Personalmente la modalità che prediligo è il RAID 5 per la sua versalità e la possibilità di ricostruzione di qualsiasi disco in caso di rottura.

 

Mi auguro che questa piccola guida possa esservi stata utile per meglio capire il mondo dello storage e delle catene RAID.