Samsung Galaxy Note 2: l’evoluzione della specie

Come ogni patito di tecnologia seguo l’uscita di ogni nuovo gingillo con molto interesse cercando i punti deboli e i punti di forza. Dopo qualche tempo, solitamente alcuni mesi, mi prende “la scimmia” e devo a tutti i costi avere l’oggetto; questa volta le cose sono andate diversamente e grazie a Vodafone mi trovo tra le mani uno splendido Samsung Galaxy Note 2 N7100.

 

Non voglio farne una recensione dal momento che in rete se ne trovano centinaia, molte delle quali condotte da personale autorevole e qualficato, ma quelle che prediligo sono le prove girate in casa da chi ha appena comprato lo smartphone: sono più vere e solitamente più sincere.

Io sono uno di questi dal momento che non ho contatti con case produttrici che mi forniscano l’oggetto per la prova e vi esporrò nei prossimi giorni quelle che sono le mie impressioni riguardo questo splendido oggetto.

 

Le dimensioni sono assolutamente generose dovendo la scocca ospitare un incredibile display da 5,5″ con rapporto di 16:9 Super Amoled HD. Appena accesso è praticamente impossibile non rimanere stupefatti davanti alla brillantezza e alla definizione; sensibile quanto basta e senza i colori “sparati” come gli Amoled ci hanno abituati, questa unità che equipaggia il Note 2 è quanto di più bello possa trovarsi su uno smartphone.

 

 

Il design è degno di Samsung che nonostante proponga il successore del Note 1, riesce a farlo inventando nuove linee e nuove proporzioni; lo smartphone ha un display più grande passando da 5,3″ a 5,5″ ma ciononostante si impugna meglio grazie alla minor larghezza totale. Lo spessore ridotto e gli angoli arrotondati (finchè Apple non farà causa anche per questo) consentono un’impugnatura abbastanza comoda; di contro troviamo un retro che risulta abbastanza scivoloso e ci invoglia ad operare con due mani onde evitare spiacevoli cadute.

 

La fotocamera rimane invariata ma migliora dal lato software e la velocità di scatto è fulminea quanto la memorizzazione dell’immagine; a tal proposito ritengo che Samsung possa aver inserito un algoritmo che utilizza la RAM come cache per la foto acquisita e mentre uno dei core si occupa del suo trasferimento sulla scheda di memoria, gli altri rimangono disponibili per nuovi scatti. Scatti che sono possibili, alla massima risoluzione, anche durante le riprese video.

 

La presenza di 4 core da 1,6 Ghz, 2 GB di RAM e l’ultima release di Android rendono questo terminale un fulmine in ogni circostanza; la sezione video si appoggia alla GPU Mali400 che, sebbene ormai un po’ datata, non presenta mai impuntamenti o incertezze.

Infine i sensori: giroscopio, bussola, barometro, accelerometro, GPS… Le connessioni: bluetooth 4.0, WiFi b/g/n, NFC, HSPA+ …

 

Le impressioni d’uso dopo una settimana non possono che essere ottime; la batteria arriva da mattina fino al pranzo del giorno dopo con uso abbastanza intenso, mentre in condizioni normali può arrivare anche a 2 giorni grazie ai suoi 3.100 MAh.

 

Nei prossimi giorni pubblicherò un video passando in rassegna alcune delle funzioni più interessanti comprese le nuove inerenti la penna, rinnovata anch’essa nella forma e nel software.

 

Continuate a seguirci.