Un caffè al Goal Bar di Firenze

Ore 11:40, piazza Beccaria.

Oggi prendere un caffè col mio amico Filippo non è stata una cosa facile. Alle 11:40 (!!!) tutti i tavoli sono già apparecchiati per il pranzo e la scelta è o stare in piedi o gli sgabelli al secondo banco. Già questa mi pare una cosa poco intelligente ma optiamo per gli sgabelli e prendiamo due caffè. Accanto a noi ci sono altri due clienti. Dopo venti minuti una cameriera invita noi e le altre due persone a uscire dal bar perché devono apparecchiare anche lì per il pranzo. Nel bar non c’è nessuno, i tavoli apparecchiati sono vuoti. Imbarazzante. Commentiamo fra noi che ci pare una cosa folle e un’altra cameriera si lamenta del fatto che ci siamo lamentati.

Caro Goal Bar, non mi vedrai mai più.

Flash – A Babbo Natale

Caro Babbo Natale,
ti scrivo per chiederti un grande favore.
Vorrei che quest’anno tu facessi piovere un po’ di più.
Tu dirai: “Ah, il grave problema della siccità e dell’acqua potabile”.

No.

Già che ci sei vorrei anche che le strade diventassero più sporche e difficili da praticare.

Gradirei che tu rendessi le vie di tutta l’Italia ripide e tortuose, magari con dossi improvvisi e con torrenti da guadare.

Mi piacerebbe anche che tu facessi scomparire ogni forma d’asfalto facendoci tornare alla terra/ghiaia/sabbia.

Se potessimo avere anche grandine e neve sarebbe l’ideale.

In questo modo finalmente milioni di mentecatti italiani che possiedono un SUV potrebbero trovare un senso per il proprio acquisto.

 

 

La ridondanza nella lingua italiana – Parte prima

Mi pare ormai assodato che il livello medio intellettivo delle persone sia in calo vertiginoso.
Questo porta ovviamente a un impoverimento delle idee che vengono trasmesse mediante espressioni sempre più elementari.
In soldoni: hai poco da dire e lo dici anche male.

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