10 cinici punti sul tema “mamme egocentriche e web”

Sento il bisogno di scrivere qui un breve post dopo tanto tempo perché mi pare che nessuno stia dicendo davvero la verità sull’atteggiamento dei genitori (con una buona prevalenza di mamme) che postano le foto dei propri figli su web/social.

La questione è in realtà più semplice di quanto sembri, se si è disposti a dire le cose senza peli sulla lingua: a dire cinicamente come stanno davvero le cose.

Ecco come funziona la cosa in 10 semplici punti:

  1. Premessa necessaria: diventare madre è senza dubbio un’esperienza meravigliosa e appagante ma non è necessaria né obbligatoria. L’assioma secondo cui una donna che non partorisce è “donna a metà” è una vecchia sciocchezza.
  2. Se sei madre/padre non sei automaticamente migliore o più intelligente di chi non lo è. Ne consegue che se sei madre/padre non sai automaticamente gestire i tuoi figli meglio di chiunque altro. Dovresti imparare ad ascoltare i consigli, anche fuori da ambienti autoreferenziali costruiti per mamme e gestiti da mamme.
  3. C’è una disgustosa necessità patologica di mostrarsi, farsi selfie, esibire, far sbavare, ostentare viaggi, farsi desiderare, recitare la parte della persona di successo, far credere di essere felici etc.
  4. La malattia descritta nel punto 3 è triste ma può risolversi senza particolari problemi se circoscritta a voi adulti. Uomo, vuoi fare il “maiale”? Va benissimo. Donna, vuoi fare la “zoccola”? Va benissimo.
  5. Se il comportamento descritto nel punto 4 coinvolge in qualche modo i vostri figli (specialmente i minorenni) allora tale vostro comportamento è parecchio egoista e voi avete indubbiamente il cervello bacato.
  6. Se si fa notare a un genitore che postare le foto dei figli non è necessario e che sarebbe bene evitare tale pratica, spesso la risposta sarà identica a quella di un drogato al quale si tenta di togliere la sostanza che gli dà dipendenza; è un comportamente ossessivo-compulsivo che si riscontra drammaticamente più spesso nelle donne.
  7. L’ignoranza, quando unita alla presunzione, è ancora più devastante. Il web è pieno di casalinghe convinte di saper gestire la privacy di ciò che pubblicano nei forum, sui social o in quella trappola infernale che risponde al nome di WhatsApp. Magari solo perché avete imparato con un tutorial su YouTube come impostare due bischerate nelle opzioni.
  8. A proposito del punto 7… Mamme, fatevelo dire: WhatsApp vi sta sfuggendo di mano. Anche se continuate a negarlo perché negare è più semplice che ammettere, WhatsApp vi sta sfuggendo di mano. Voi, le amiche, l’amante, i parenti, l’ex che ancora vi fa venire i bollori, i gruppi con le altre mamme…
  9. Come diavolo pensate di poter insegnare ai vostri figli l’utilizzo consapevole di determinati mezzi di comunicazione se per debolezza e orgoglio non comprendete i vostri errori nemmeno quando vi vengono fatti notare, rifiutandovi di ammettere la vostra crassa ignoranza?
  10. Ricordatevi che rispondere ad argomentazioni tecniche con frasi (spesso sgrammaticate) tipo “BASTA ALLARMISMOOO”, “Allora non dovrei portare mia figlia nemmeno al mare” o “Il vero pericolo sono i preti!” denota la vostra enorme idiozia. Fatevi un favore: pensate prima si scrivere.

 

Vediamo quanta gente riesco a far arrabbiare.

Lamberto Salucco

 

“Papà esco: porto la mamma al parco”

 

Essendo padre di due splendide creature mi è capitato molto spesso, direi quasi quotidianamente, di portare i bambini ai giardini per farli giocare, svagare, sfogare… Perchè i giardini sono il loro Eden. Ho notato purtroppo che nella maggior parte dei casi i ruoli si invertono e sembra che siano i bambini a portare i genitori a svagarsi.

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